Girò intorno alle grandi mura e presto sentì odore di fumo e cibo, e confusione di gente. poi apparvero case e piccole strade lastricate di pietre. Questa città ha un’ altra città fuori dalle mura, pensò. c’ erano case e locali aperti, banchi che vendevano verdure , piante, animali vivi o morti, in gabbia o già cucinati. Si fermò ad un banco che vendeva birra e panini con frattaglie, si mise a sedere ed ordinò da bere e da mangiare. Pensò che era meglio mangiare il più possibile quando ne aveva occasione, dato che non sapeva quando avrebbe mangiato di nuovo.
intanto guardava la vita nella strada, c’ era parecchia gente tutta indaffarata a comprare, vendere , barattare. ascoltando sentì uno strano ritmo, un brusio di sottofondo, come se qualcuno stesse suonando la corda di un arco, un arpa o qualcosa di simile, si voltò verso il rumore e vide una specie di mendicante ed intorno a lui dei bambini. tutto il gruppo stava suonando degli strumenti strani, appoggiandoli sulla bocca e pizzicandoli. Si voltò verso il proprietario del banco, un uomo calvo, alto e dalla gran barba, chiese: “che stanno facendo quei bambini?” pulendo un boccale l’ uomo rispose: “suonano l’ arpa a bocca. Non c’è dalle tue parti? se non c’è sei fortunato. qua tutti la sanno suonare e ne hanno una sempre con se, per molte buone ragioni” Sol chiese “dimmene una” l’ uomo si appoggiò al banco , puntò un dito verso un passante e disse “eccone una”. Il passante si comportava in modo strano , aveva delle macchie verdi sulla pelle del viso, un occhio era iniettato di sangue e camminava come se avesse le visioni, i suoi occhi non mettevano a fuoco. parlava con le persone, comprava qualche cosa dai negozianti ma era come se fosse assente. Sol chiese “che cos’ha quel tizio? che malattia è?” il proprietario del banco rispose: “ha quello che hanno tutti gli abitanti della città. il male dei sognatori, lo chiamiamo. dicono che venga dal re in persona. se non ti proteggi diventi come loro. chi abita troppo nella città lo prende. Una notte sogna il re e si sveglia intontito, poi cominciano a spuntare le macchie. ma il peggio non è quello. il peggio è che hanno una forza sovrumana e sono violenti verso quelli che non hanno quel male. Senza ragione , pare, scattano così dal nulla urlando cose incomprensibili su padre Adam e sul dio unico.” e Sol “e le arpe a bocca che c’ entrano?” l’ uomo rispose “ah, sono l’ unica maniera per tenerli a bada. Il suono dell’ arpa a bocca li intontisce. I mendicanti dicono che potrebbe anche ucciderli, ed ogni tanto succede se suonano al ritmo giusto, ma è una cosa di cui non abbiamo bisogno, vengono qua e comprano , non rimangono mai più di un giorno fuori dalle mura e in fondo con un’ arpa a bocca li può tenere a bada anche un bambino.” Sol disse “mi sa che allora avrò bisogno di imparare a suonare, perchè devo andare in città” l’ uomo trasalì “spero che tu non abbia bisogno di rimanerci di notte, davvero. non è per niente un posto sicuro, non per noi e soprattutto per gli stranieri. comunque se hai bisogno di un’ arpa puoi andare dal fabbro.”
finì di mangiare e andò dal fabbro che gli stese davanti quattro o cinque piccoli strumenti. assomigliavano a delle forcelle con una lamella in mezzo, alcune erano di ferro, altre di bronzo o ottone, alcune finemente decorate “ecco straniero” disse il fabbro “un bel ricordo da portarsi a casa; ti piace il bronzo, il rame, l’ ottone o il semplice ferro…” sol disse “a me piacerebbe una che funzioni bene, vorrei anche suonarla” il fabbro ridacchiò poi ne prese una semplice, da sotto il banco “ecco, questa non è bella ma funziona. E’ il modello che diamo ai bambini, sono quelli che ne hanno più bisogno. Sai, quei tizi… quelli verdi insomma… odiano i bambini più di ogni altra cosa.” Sol chiese “perchè mai?” il fabbro alzò le mani “non si sa. si sa solo che i bambini non vengono contagiati. Una volta un gruppo di bimbi è rimasto di notte in città perchè giocando si erano intrufolati ed era venuto buio, quegli stupidi hanno deciso di dormire lì. ti puoi immaginare, le famiglie erano disperate. Di notte poi abbiamo sentito un grande trambusto in città, ma le porte erano chiuse e non potevamo entrare. il giorno dopo sono tornati e non avevano niente. hanno detto anche che avevano sognato delle cose strane, il re dorato, hanno detto, ma che lo avevano mandato via” Sol era perplesso “lo hanno mandato via? come?” il fabbro rispose “non hanno voluto dire molto perchè erano spaventati, hanno solo detto che avevano risposto no.” poi aggiunse un pò spazientito “io devo tornare al mio lavoro, la vuoi questa arpa a bocca o devo sorbirmi un interrogatorio completo? ” Sol pagò ed andò dal mendicante.
L’ uomo era seduto a terra, stava insegnando ancora ad un gruppo di bambini piccolissimi che ridevano di gusto alle inventive di quel vecchio. Sol si fermò un attimo a guardare e poi richiamò la sua attenzione in modo un pò rude , interrompendo la lezione “vecchio, devo andare in città e ci rimarrò molto, devi insegnarmi a suonare. quanto ti devo pagare?” il vecchio lo guardò ed azzittì i bambini , poi con un cenno della mano li mandò via. Si portò l’ arpa alle labbra e pizzicò un paio di note, poi disse “non vi insegnano l’ educazione nelle miniere di pietra?” Sol fu sorpreso “come lo sai?” chiese. il vecchio disse “basta vedere le tue mani per sapere da dove vieni, perchè io ho viaggiato tanto, con le gambe e con lo spirito. Vedo da dove vieni ma non mi è chiaro dove vai. raccontamelo, questo sarà il mio pagamento.”
Sol si sedette davanti a lui e gli raccontò tutto dall’ inizio. il vecchio ascoltava in silenzio, strofinando ogni tanto tra le dita l’ arpa a bocca. quando Sol disse che era venuto per distruggere la città il vecchio emise un piccolo fischio e disse ” certo hai grandi mire. Ma non lo ripetere qua. la gente del villaggio odia quella della città, ma non può far senza il loro oro. Probabilmente penserebbero ai vaneggiamenti di un pazzo, ma se anche ad uno solo venisse in mente che hai una possibilità, sarebbero poco amichevoli. io ti posso dire che hai una possibilità, una sola. devi uccidere il re e questa è la parte più facile del tuo piano impossibile. non so dirti come, perchè il re è ben guardato dalle guardie, dai nobili e da esseri potenti che lo proteggono. Mettiamo che riuscissi ad uccidere il re, rimarrebbe tutta la gente della città. senza il loro re impazzirebbero e distruggerebbero il villaggio e forse non si fermerebbero a quello. sono ben armati” sol chiese “quindi cosa posso fare? mi hanno detto che conosci una musica che uccide questa gente.” il mendicante rispose “sì, è vero, e i paesani ci proibiscono di suonarla a meno che non ci sia un valido motivo, ma non te la posso insegnare qua, devi venire con me, da noi straccioni” sol disse “ho tempo e gambe per camminare”. Si alzarono e si incamminarono su una stradina, la gente li guardò per un attimo, poi tornò ai suoi affari.