Il Re del Mondo è morto. Padre Adam giace nella polvere ai piedi del suo altare. L’ eterna città di Agarthi , le cui torri avrebbero dovuto dominare l’ orizzonte finchè il sole non fosse sorto e la luna tramontata, non è che un cumulo di pietre nel deserto. L’ esercito degli straccioni l’ ha demolita, l’ ha fatta crollare sotto il peso della sua giusta furia. i soldati sono morti, le loro armi riforgiate, le loro armature dorate rifuse, perchè di loro non deve rimanere neanche il ricordo.
Eppure io sono qui, la mia memoria è viva, ormai solo quella. Mi contendo il pane con le piccole volpi del deserto che tra queste rovine cercano qualche lucertola da mangiare. Rivolgo la mia preghiera al sole, alla luna ed al fuoco come i miei padri fecero prima di me, passo le giornate a cercare pietre dove incidere la storia di quell’ uomo che è stato la causa scatenante di tutto questo. Un nuomo che volle fare giustizia, si trovò alla testa di un esercito e diede il via alla disfatta del re del mondo. Quanti anni sono passati da quando sono stato principe? Non lo so più . Quell’ uomo mi lasciò la sua lama e il compito di ricordare per sempre e questo io faccio. Prendo le pietre calde, le incido così che quando non sarò più qualcuno possa leggere quello che è stato. Che cosa è stato? è stata la parabola di un regnante che conquista e poi vede il suo regno disfatto? Oppure le imprese di un eroe che solo per giustizia volle fare quello che nessuno aveva il coraggio di fare? Giudicherà chi legge. forse è più complicato o forse più semplice. forse è così che va il mondo e noi passiamo su questa terra come un fulmine nelle nuvole, una bolla in un torrente; per quanto grandi siamo di noi non rimane niente, solo pietre e polvere. Quando anche il ricordo di noi svanisce, il nostro fantasma scompare e non fa più paura.
Non era un uomo ne grande ne piccolo, a vederlo non si sarebbe detto che potesse fare tutto quello che ha fatto, ma qualcuno ci ha creduto e tutto è cambiato. Poi se ne è andato senza lasciare niente se non la sua storia, perchè mi ha detto che più importanti della vita di un uomo sono le storie che la gente ne racconta, e quanto misere diventano queste storie quando si conoscono le facce dei protagonisti!
Quando si presentava diceva che era uno schiavo e che il suo nome era Sol.